Sul Diritto all’Oblio

by @raimondiand

Le organizzazione post-governative (PGO) traggono il loro potere economico e politico dalla gestione delle informazioni personali dei cittadini, ma a tale beneficio corrisponde altrettanta responsabilità di proteggerle in modo adeguato. Il diritto alla privacy di ogni cittadino deve essere garantito dalle autorità nazionali di protezione dei dati, alle cui norme queste organizzazioni devono conformarsi.

Questa narrazione, che guida il dibattito sul diritto all’oblio, distorce la discussione nascondendo una lotta di potere che nulla ha a che fare con la tutela della libertà personale. Il diritto all’oblio, per come attualmente configurato, non ha come obbiettivo la tutela della privacy dei cittadini, ma la tutela del potere politico.

In mezzo a questa lotta che mira a ristabilire il predominio delle entità governative di normare sui cittadini stessi – in opposizione a quello che le PGO stanno lentamente acquisendo– la libertà personale è una valuta senza reale potere di acquisto per coloro i cui diritti dovrebbero essere tutelati.

La tutela giuridica della privacy quando viene definita come uno strumento dei singoli da esercitare contro altri singoli –e non contro tali organizzazioni, governative o post-governative che siano– erode lentamente lo spazio delle libertà personali.

Prima tra tutte, la libertà di informazione. Un diritto all’oblio non distorto dovrebbe garantire la possibilità, per ogni individuo, di richiedere alle PGO non tanto la cancellazione di informazioni pubbliche collegate alla propria persona, ma la cancellazione di informazioni personali da loro privatamente detenute.

Un qualsivoglia diritto del singolo legato alle proprie informazioni, che non confligga con il diritto alla libertà di accedere alle informazioni, dovrebbe quindi essere in primis un diritto di disporre dei propri dati e delle proprie informazioni secondo il proprio volere.


Post Scriptum – Del disporre della propria memoria.

La memoria è informazione e l’informazione è potere. Quella privata rappresenta un potente strumento. Su cosa viviamo, come lo viviamo e con chi si basa, infatti, il potere di prendere decisioni consapevoli.

E’ questa memoria che ci rende presenti. L’oblio è il non poter disporre della propria memoria. La memoria pubblica è anch’essa un potente strumento comune di conoscenza.

Cosa avremmo potuto vivere, come e con chi arricchisce la consapevolezza delle nostre scelte individuali. Permette di vagliare possibilità che non appartengono direttamente all’esperienza di noi stessi come individui, ma che a noi sono legate come membri di una comunità.

Questa informazione è un bene comune poiché estende la consapevolezza di ciò che possiamo decidere, ed essere, non come soggetti privati, ma come soggetti pubblici. E nel conservare la memoria di scelte altrui nelle proprie, ognuno, come individuo, contribuisce alla sua conservazione ed è libero con la libertà degli altri.

L’oblio è, in questo caso, il non poter disporre di tale libertà.

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