UK-CCTV (part 1)

by @raimondiand

Gli argomenti del tipo “le telecamere non aiutano a prevenire il crimine” sono argomenti che, di solito, vengono usati per contestare forme di controllo particolari, basata sulla sorveglianza diretta delle persone. Mi chiedevo fino a che punto questo argomento possa essere usato ovunque, dal momento che viene da alcuni studi eseguiti su dati US [1] [2][3]. In effetti, altre ricerche US mostrano invece come gli effetti delle CCTV varino al variare dei contesti e dei sistemi di sorveglianza all’interno dei quali operano [4]. Alcuni, vecchi, rapporti dall’Home Office in UK sembrerebbero confermare il trend [5][6]. Ma a me interessa sapere dati alla mano.

Nel paese in cui vivo le telecamere, o CCTV, sono ovunque. Ci sono telecamere che guardano persone, ma qui ci sono telecamere che guardano altre telecamere che guardano persone. O telecamere che guardano telecamere che guardano muri. A seconda del posto in cui vi trovate la densità aumenta o diminuisce. In alcuni luoghi, come la metro di Londra, puoi trovare 3-4 telecamere nel raggio di 2mq. Quindi la curiosità ti viene.

I dati sulle CCTV sono tutt’altro che disponibili. Per ottenere un layer completo serve molto lavoro. GlI UK hanno un funzionante sistema fondato sui principi del FOI. WhatDoTheyKnow gestisce richieste di accesso con volumi molto grandi, ed anche amministrazioni pubbliche minori cumulano centinaia di corrispondenze.

In UK ognuna di queste entità gode di una propria autonomia in materia di pubblicazione dati. Il che significa che per avere dati relativi a quel territorio è necessario rivolgersi all’ente di competenza. En passant, visti gli ultimi avvenimenti politici, segnalo che i dati elettorali non vengono inclusi ne tra i dati obbligatori, tantomeno tra quelli suggeriti, per ognuno di queste entità. E le CCTV?

Per avere un layer completo a scopo di ricerca dei dati delle telecamere inglesi –fino alla più bassa granularità amministrativa– è necessario inoltrare circa ~658 richieste di accesso. A questi è necessario aggiungere qualche manciata di richieste agli organi maggiori, come i Ministeri.

Allo stato dell’arte, sulla repository dati.gov solo una decina di amministrazioni hanno pubblicato i dati. Cose come Alaveteli non fanno altro che spostare il problema includendo una terza parte nella comunicazione. Se pure una sola persona dovesse compilare tutte le richieste necessarie queste comunque andrebbero a carico di altre persone, che si dovrebbero occupare dello stesso pesante volume. L’approccio “cinese” in questo caso non è sostenibile. Forme di wikisurveillance –quelle forme di controsorveglianza di monitoraggio, come Monithon– adeguate a questo problema ci sono, ma generano pochi dati.

 

[1] King, J., Mulligan, D., Raphael, S., Roicharson, T., Sekohn, J. (2008). Preliminary Findings of the Statistical Evaluation of the Crime-Deterrent Effects of The San Francisco Crime Camera Program. University of California, Berkeley.

[2] Cameron, A., Kolodinski, E., May, H.,Williams, N. (2008). Measuring the Effects of Video Surveillance on Crime in Los Angeles. California Research Bureau.

[3] Schwartz, A. (2013). Chicago’s Video Surveillance Cameras: A Pervasive and Poorly Regulated Threat to Our Privacy. Northwestern Journal of Technology and Intellectual Property. Vol 11 No 2.

[4]  La Vigne, N., Lowry, S., Markman, J., Dwyer, A. (2011). Evaluating the Use of Public Surveillance Cameras for Crime Control and Prevention—A Summary. Urban Institute.

[5] Welsh, B., Farrington, D.P. (2002). Crime prevention effects of closed circuit television: a systematic review. Home Office Research, Development and Statistics Directorate

[6] Gill, M., Spriggs, A. (2005). Assessing the impact of CCTV. Home Office Research, Development and Statistics Directorate

 

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