SVELIA!!11! – Scetticismo e Complottismo

by @raimondiand

conspiracy_theories

xkcd n.258

In questo post volevo parlare di complottismo ed epistemologia. La mia impressione è che le teorie complottiste siano una forma di scetticismo ben precisa, che J.Vogel chiama scetticismo esotico [1]. In particolare, che siano una forma di scetticismo esotico sull’IBE, inference to the best explanation. Chiamiamo questa posizione da analizzare “Scetticismo Complottista” (SC). Sono ancora in dubbio se *tutte* o *alcune* teorie complottiste siano una forma di scetticismo esotico. Mi sembra di essere abbastanza sicuro, però, che (SC) non può essere rifiutata come possono essere rifiutati gli scetticismi domestici (SD), cioè quelli che prendono ad oggetto di critica la nostra mancanza di conoscenza giustificata sul mondo, ma non i principi epistemici che abbiamo. Partiamo.

Lo scetticismo è quella tesi filosofica secondo la quale ciò che comunemente consideriamo come conoscenza sul mondo non gode, alla fine, di tale statuto. Si può essere scettici verso particolari questioni. Ad esempio si può essere scettici sul mondo esterno. O si può essere scettici sui modi attraverso i quali acquisiamo tale conoscenza. Ad esempio si può essere scettici su particolari principi epistemici (cioè quei principi che ci dicono cosa conta come conoscenza).

La conoscenza empirica che abbiamo è basata sulle nostre osservazioni e sulle nostre esperienze percettive del mondo. Questo mondo, di solito chiamato mondo esterno, in qualche modo causa in noi queste percezioni. E’ questa una delle ragioni per le quali, nonostante possiamo essere in disaccordo su cosa sia che causa queste percezioni, siamo d’accordo che questo mondo esterno esista. Gli scettici, invece, negano che possiamo avere conoscenza del mondo esterno. Come fanno? Negando le premesse in partenza. Negando, cioè, che le esperienze percettive possano essere una valida base per acquisire conoscenza.

Facciamo un esempio. Ora sono sul treno e sto scrivendo questo post sul mio computer davanti ad un signore molto rumoroso. I miei sensi mi trasmettono questo rumore, sfortunatamente. Ma lo scettico dice: non preoccuparti Andrea, potresti essere vittima di un inganno percettivo. In realtà non esiste nessun signore rumoroso di cui lamentarsi con i tuoi lettori. Anzi, non esistono nemmeno loro (e probabilmente ha ragione). Infatti sei solo un intrappolato in una grande simulazione; ti sembra che ci sia un signore rumoroso davanti a te quando, infatti, non c’è. Chiaramente molte persone si ribellerebbero allo scettico. Lo scettico avrebbe in ogni caso spazio dialettico (e qui voi dovreste andare via senza starlo ad ascoltare). Lo scettico potrebbe dire cose come “supponi che ci siano due situazioni Andrea, in una delle quali c’è il signore rumoroso davanti a te, e l’altra dove ti sembra che ci sia, ma in realtà sono i tuoi sensi che ti ingannano. Saresti capace di sapere in quale delle due situazioni ti trovi?”. Poiché io, effettivamente, non ne sono sicuro, lo scettico l’avrebbe vinta. E l’avrebbe vinta sul serio, poiché il suo risultato è generalizzabile a tutte le esperienze percettive che abbiamo del mondo. Chiamiamo questa situazione *stallo scettico*.

Ora l’argomento è simpatico perché potete condire l’inganno sensoriale con gli elementi che preferite. Può essere un demone malvagio che, ogni volta che una cosa vi appare solida, v’inganna per farvela sembrare solida quando in realtà non lo è. Oppure può essere che non esista questo demone malvagio, ma che voi in realtà siate solo dei cervelli in una vasca, bombardati d’input sensoriali. Vi sembra di stare a scrivere con il signore rumoroso, mentre in realtà è tutto un inganno percettivo. [1] Oppure può essere…il governo. Si, avete letto bene, è il governo che, quando una cosa vi appare in un modo, vi inganna per farvela sembrare così mentre la realtà è del tutto diversa [2]. Se questa ipotesi vi ricorda qualcosa, probabilmente sono le teorie complottiste. Chiamiamo questo, “Scetticismo Complottista” (SC).

Vogel sostiene che l’ipotesi scettica minima (MSH) sia una posizione molto povera e che debba essere almeno migliorata [3]. Di per sé, non ha nessun potere esplicativo. Se deve essere presa sul serio, l’MSH deve poter permetterci di andare oltre al risultato scettico dell’inganno percettivo per offrire qualche argomento positivo su come sia fatto questo mondo di inganni. Per fare questo lo scettico di tipo SC deve offrirci un corpus di credenze sul mondo equivalente ma alternativo al corpus di credenze che abbiamo sul mondo esterno. Questo ultime sono dette da Vogel RWH, real world hypothesis, e ISH, isomorphic skeptical hypothesis. Chiamiamo questa situazione in cui lo scettico si trova, quella di offrire una ISH, situazione SVELIA!!11!.

Facciamo un esempio. Prendiamo una teoria complottista, quella che sostiene che il governo menta sull’11 settembre. Questa teoria non è una versione di MSH, non ci dice cioè che non sappiamo cosa abbia causato il crollo perché semplicemente i nostri sensi sono ingannati. Si spinge più in là sostenendo che in realtà sia tutta una copertura del governo e che il crollo degli edifici abbia altre cause. Offre cioè una ISH, una spiegazione causale alternativa ai fatti mondani che possa anche giustificare cioè che in ogni caso vediamo, il collasso delle torri. Il crollo, secondo loro, non è stato causato dagli aerei, ma era simile ad un collasso programmato ed è stato causato, ponete, da elementi particolari con i quali la struttura era composta. E’ quella la causa, non gli impatti in volo.

A questo punto ci verrebbe da fermare il tentativo del complottista, sostenendo che lui sia solamente ignorante dei fatti. A bene vedere, però, questo è del tutto scorretto. Al contrario, chi sostiene l’ipotesi complottista dell’11 settembre di solito studia e analizza documenti sul caso più di quanto lo faccia una persona che sostiene l’ipotesi prevalente sulle cause del crollo. Quindi questi complottisti non possono essere accusati d’ignoranza senza contraddizione.

Secondo Vogel, alcuni scetticismi possono essere rifiutati proprio su altre basi. Possono essere rifiutati in base al fatto che, in realtà, nello stallo scettico, lo scenario scettico ha un potere esplicativo, ed una semplicità di spiegazione, minore rispetto alla scenario mondano, quello dove prendiamo le nostre esperienze percettive come base di conoscenza sul mondo esterno.

L’idea di Vogel è la seguente. Come facciamo a rifiutare gli argomenti dello scettico? Riprendiamo la situazione dello stallo scettico. Lo scettico sostiene che possiamo solo arbitrariamente scegliere tra lo scenario mondano e quello dell’inganno. Vogel sostiene di no. In particolare, sostiene che non ci sia sottodeterminazione trai due scenari e per questo possiamo scegliere non arbitrariamente. L’idea di Vogel è che possiamo escludere ipotesi ISH sulla base del principio epistemico IBE+tesi della semplicità (IBES). Cioè possiamo giustificare lo scenario mondano perché spiega in modo più semplice cioè che acquisiamo del mondo esterno.

Tuttavia, SC non può essere rifiutato con questa mossa, mi sembra. Nel caso dell’11 settembre i complottisti non negano che, nello stallo scettico, ci sia uno scenario esplicativo migliore tra i due. Essi negano semplicemente che sia il più semplice. Essi sostengono che la spiegazione dell’impatto non sia soddisfacente, e che per esserlo debba essere più complessa. Coinvolge un numero maggiore di fattori causali di quanto noi crediamo. Infatti, messo nella situazione SVELIA!!11!, lo scettico complottista di questo tipo deve offrire una tesi complessa che riesca a salvare ciò che in ogni caso abbiamo percepito. SC quindi nega la congiunzione IBE+tesi della semplicità e offre in un altro principio, cioè IBE+tesi della complessità (IBEC). Sostengono, in parole povere, che più la tesi è semplice e più è probabile che sia falsa. Chiamiamo questa tesi “Inference to the Best Deception” (IBD).

SC è una forma di scetticismo esotico che non nega un principio epistemico tout court, ma una certa sua caratterizzazione. Fine a che punto possiamo argomentare contro SC dipende da come caratterizziamo il criterio di semplicità in (IBES).

Se per semplicità intendiamo parsimonia quantitativa, essere parsimoniosi sula numerosità dei fattori causali, probabilmente ci ritroveremmo di nuovo di fronte allo stallo scettico, obbligati a scegliere arbitrariamente. Facciamo un esempio. Prendiamo la tesi complottista secondo la quale lo sbarco sulla luna non è mai avvenuto. Al contrario, tutta la scena fu girata ad Hollywood. La posizione del complottista di turno passa i criteri imposti da (IBES). E’, infatti, una spiegazione più semplice delle nostre percezioni dello sbarco, quella che sia stato fatto su questo pianeta, piuttosto che pensare che abbiamo progettato e lanciato una navetta nello spazio con degli umani che, una volta atterrati sulla luna, hanno materialmente girato il filmato. Supponete di osservare una scena in televisione senza sapere se quello che state osservando è un documentario, o un mockumentary, cioè un modo di girare in stile finto documentario. Immaginiamo di osservare la stessa scena dello sbarco ora. Sapremmo distinguere non arbitrariamente in questo stallo scettico? Io non credo.

Lo sbarco lunare, quindi, è una forma di SC che è compatibile con IBES e non con ISEC. Non tutte le SC, quindi, sono basate su una diversa caratterizzazione del principio IBE. Se caratterizziamo la semplicità nei termini di parsimonia quantitativa, non *tutte* ma solo *alcune* teorie complottiste sono una forma di scetticismo esotico. Sono ancora forme di scetticismo? è possibile di si, visto non avremmo a quel punto basi per sostenere che le RWH abbiano maggiori meriti epistemici delle ISH. Ritrovandoci così nel caro stallo scettico.

[1] Vogel, J. (2005). Can skepticism be refuted. In Steup Matthias & Sosa Ernest (eds.), Contemporary Debates in Epistemology. Blackwell 72–84.

[2] SVELIA !!!11!

[3] la MSH è qualcosa come “per ogni percezione X e soggetto A, se appare ad A che X, allora qualcosa causa il fatto che ad A appaia in modo falso che X”

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